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IL PIEDE PIATTO NELL'ADULTO E NEL BAMBINO

DIAGNOSI, TRATTAMENTO CHIRURGICO E RIABILITATIVO

 

ABANO TERME (PD) SABATO 16 OTTOBRE 2021
 

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Tra i tanti argomenti relativi alla patologia del piede, uno dei più interessanti e dibattuti è il cosiddetto “piede piatto“.  Ancora oggi ci si chiede se questo costituisca una vera propria malattia o non sia piuttosto da considerare come un sintomo che può riconoscere cause differenti. La dizione anglosassone di “collasso dell’ arco plantare“ descrive forse l’aspetto più eclatante di questa situazione patologica,  ma al tempo stesso lascia chiaramente intendere il gran numero di strutture anatomiche coinvolte e soprattutto la complessità dei fattori che possono determinare questo quadro anatomo-funzionale.

Il piede piatto o sindrome pronatoria è forse la più comune deformità del piede.

Parliamo di sindrome pronatoria, principalmente per il piede piatto, ma anche di piede cavo-supinato, piede di Charcot, o ancora di infiammazioni e degenerazioni tendinee, spesso correlate ad un alterazione a livello scheletrico come le tendinopatie Achillee, o del tibiale posteriore.
Il piede è costituito da circa 28 ossa, numerosi muscoli e articolazioni, ma in particolare sono 3 le strutture che vengono coinvolte quando si parla di piede piatto:

·       l’astragalo;

·       il calcagno;

·       il tendine tibiale posteriore.

Da un punto di vista squisitamente medico e ortopedico il piede piatto vede infatti un “collasso” dell’astragalo che tende a verticalizzarsi e una tendenza del calcagno a valgizzarsi.

Il tendine che più di tutti soffre per quest’alterazione della forma è il tibiale posteriore che si ritrova teso e stirato nel tentativo di sorreggere la volta plantare.

Sostanzialmente il piede piatto si presenta con la tendenza della volta mediale ad appiattirsi e cedere verso l’interno, mentre il calcagno viene spinto per compenso verso l’esterno.

Il piede piatto però non è sempre indice di patologia e questo vale non solo per i bambini sotto i 6-7 anni di età, ma anche per alcuni adulti in cui il piede piatto rappresenta più una caratteristica che una patologia.

L’ eziologia del piede piatto non è nota o certa. Ricordiamo che tutti noi nasciamo con i piedi piatti.

È verso gli 8 anni che il piede del bambino subisce quelle modifiche che lo portano a diventare il piede dell’adulto e quindi, in teoria, un piede correttamente allineato. Nella realtà questo non avviene sempre e il piede tende a rimanere pronato.

Un ruolo sicuramente importante, ma ancora non pienamente compreso è svolto dal tendine d’Achille. Infatti un tricipite surale (muscolo che termina con il tendine d’Achille) contratto può forzare il piede in un atteggiamento di pronazione.

Un altro imputato è sicuramente il tendine tibiale posteriore che va spesso in crisi, provocando dolore, nel paziente con piede piatto. Anche in questo caso però non è ben chiaro se, il dolore a livello del tibiale posteriore causato dal suo deterioramento, sia la causa o la conseguenza del piede piatto e quindi del cedere della volta mediale. Quel che è certo è che la genetica riveste un ruolo importante e alla base di questa patologia, ma vi sono anche forme acquisite:

1.     post-traumatiche;

2.     legate ad altre patologie come l’artrite reumatoide;

3.     neurologiche (molto più rare e più tipiche del piede cavo).

Le cause del piede piatto nell’adulto sono da attribuirsi sia ad una situazione scheletrica, morfologica del piede, già presente in età infantile e nell’adolescenza, che al sovrapporsi di un’ingravescente insufficienza muscolare del tendine tibiale posteriore, che conduce ad una instabilità dell’articolazione sottoastragalica.Il piede piatto è un disturbo tipico di donne in età media, quindi in menopausa e con eccesso di peso.

Il fattore ormonale, unitamente a quello meccanico del sovrappeso, comporta una progressiva degenerazione del tendine tibiale posteriore, che è il maggior baluardo al cedimento della volta plantare .Il piede piatto del bambino non sempre evolve in un piede piatto dell’adulto sintomatico, con necessità di trattamento chirurgico.

Il Corso, si prefigge di mettere a conoscenza dei discenti la patologia del piede piatto, nella sua eziopatogenesi, nella sua evoluzione dall’infanzia sino all’età adulta, nelle diverse forme (disontomorfogenetiche, acquisite dell’adulto, neurologiche, reumatiche, ecc), il possibile trattamento conservativo, le opzioni chirurgiche nelle diverse età della vita, il panorama tecnico attuale e i possibili esiti degenerativi della patologia laddove non trattata precocemente

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